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Drop In ASL 3 Torino: chi siamo Il progetto Pr.Assi (Pronta Assistenza) èformato da tre moduli: Drop In, modulo sanitario e Somministrazione del Metadone. E’ un Servizio dell’Asl. 3 di Torino, settore tossicodipendenze (Ser.T di Via Pacchiotti e Ser.T C.so Lombardia) Storia del Servizio L’area della città di Torino è suddivisa in 23 quartieri che costituiscono a loro volta dieci Circoscrizioni. In ogni Circoscrizione è presente un Ser.T. fra cui quello di Vallette, nell’area Nord della Città a cui fa riferimento il nostro Servizio. La zona di Vallette e Lucento ha un elevato carico di utenza. Spesso i clienti tossicodipendenti fanno parte di famiglie multiproblematiche già in contatto con altri servizi socio-sanitari. Due riflessioni hanno costituito la base per il presente progetto: la prima relativa alle abitudini dei consumatori che continuavano a mantenere un alto numero di comportamenti a rischio per quanto attiene all’acquisizione di patologie droga correlate ed all’espletamento di atteggiamenti socialmente pericolosi. La seconda riguardante l’organizzazione dei Servizi, la loro difficoltà a adeguarsi alla normativa vigente là dove prevede che i Ser.T debbano differenziare le tipologie delle prestazioni erogate. Una prima conclusione fu che era necessario impegnarsi nell’erogazione di servizi che fossero più facilmente accessibili, non avessero tempi di attesa, rispondessero ad alcuni bisogni dell’individuo senza necessità di un contratto terapeutico. In altri termini, veniva avvertita l’opportunità di creare servizi meno formali che si presentassero più attraenti per la popolazione bersaglio e fossero collegati in rete in modo da poter effettuare interventi in rete. Il Drop In è stato aperto nel 1997, nel primo anno di vita per soli tre giorni alla settimana. Nel secondo anno sono stati assunti alcuni operatori ed ora l’apertura è tutti i giorni della settimana compresi di festivi. Il Drop In si configura come una sorta di Servizio sanitario di educativa territoriale: è un centro d’accoglienza che non offre solo ospitalità diurna alle persone in difficoltà, ma propone laboratori ed attività. Inoltre da molti frequentatori il Servizio è utilizzato come Centro di Ascolto e di Orientamento dove si possono trovare sportelli specifici per questioni sanitarie o problematiche legali. E’ un luogo dove le persone possono sostare senza rispondere a particolari requisiti che non siano la pacifica convivenza all’interno del Servizio. La condivisione del quotidiano tra operatori e clienti, la presenza di mediatori della cultura tossicomanica all’interno dell’équipe, e il rapporto informale offerto dagli operatori, facilitano la creazione di rapporti fiduciari sia tra operatori e clienti, sia tra clienti. Missione del Servizio Prevenzione di malattie correlate all’uso di sostanze e migliorare la qualità della vita dei clienti del Servizio. Il Drop-In: che cos’è, composizione dell’équipe, strumenti d’integrazione, servizi offerti e ricadute sulla Comunità Locale Il Drop-In si configura come una sorta di Servizio sanitario di educativa territoriale: è un Centro di Accoglienza che non offre solo ospitalità diurna a persone in difficoltà, ma propone laboratori ed attività (ad es. calcio a 5 ed altre attività sportive, laboratorio di teatro, laboratorio di tecniche di rilassamento e di Do-in, laboratori musicali, laboratori di pittura, ecc.). Inoltre da molti frequentatori il Servizio è utilizzato come Centro di Ascolto e di Orientamento dove essi possono trovare Sportelli specifici per le questioni sanitarie e problematiche legali.
Il Drop-In è un laboratorio relazionale connotato principalmente dalla dimensione gruppale. È un luogo dove poter sperimentare relazioni non strettamente legate alla ricerca e uso della sostanza, sia con il gruppo di pari che con gli operatori. I rapporti interpersonali positivi sono facilitati e garantiti dalle regole del servizio (di pacifica convivenza), da un continuo lavoro di facilitazione all’auto-aiuto e all’iniziativa personale, dall’informalità con gli operatori e dalla presenza di educatori-pari (in possesso di esperienza di td) all’interno dell’équipe che facilita la creazione di rapporti fiduciari. Il contesto gruppale permette una gradualità nella creazione dei rapporti di fiducia, infatti i clienti possono interagire con gli operatori semplicemente per questioni molto pratiche (distribuzione di materiale sterile e beni di ristoro) e avviare in tal modo un processo di conoscenza reciproca. Il Drop-In offre dei servizi ma nessuno di questi è esclusivo, pertanto le persone si sentono libere di frequentarlo o meno. La stessa libertà è presente nel rapporto con gli operatori: il cliente può scegliere se, con chi e in quale momento formulare una richiesta di aiuto, e di solito lo fa quando si è già costruita una fiducia di base. Questa gradualità e questa libertà dà una posizione privilegiata che viene utilizzata per diventare mediatori di fiducia laddove il cliente dovesse accedere a Servizi a soglia più elevata o per risolvere alcune difficoltà di rapporto con questi ultimi. Peraltro, questo intreccio di rapporti fiduciari favorisce notevolmente nella gestione e nel far rispettare le regole. La funzione di controllo, per il rispetto delle regole e per la tutela del Servizio, è svolta in primo luogo dagli stessi frequentatori. L’intervento sanzionatorio, da parte degli operatori, è relativamente raro e dove si rende necessario si cerca di dare alla sanzione una valenza educativa. L’utenza del Drop-In è molto eterogenea. È composta da una maggioranza di persone che hanno, o hanno L’équipe L’équipe del Drop-in è composta da professionisti molto diversi per formazione, cultura, esperienza di vita, contratto lavorativo, ore dedicate al servizio… Vi fanno parte un uno psicologo (responsabile del Servizio PR.ASSI che comprende anche il Drop-in), un educatore professionale (responsabile del Servizio) entrambi dipendenti del Ser.T. Quattro operatori pari, uno psicologo e quattro educatori professionali consulenti con un contratto a termine (rinnovabile) e che garantiscono l’apertura del Servizio, l’organizzazione delle attività e la presenza alle riunioni, alle supervisioni ed alle formazioni. Definire i confini di questa équipe non è tanto semplice perché oltre alle figure citate vi sono, o vi sono stati, altri collaboratori: i consulenti che gestiscono i laboratori, tirocinanti, gli operatori dell’U.d.S. "CanGo" dell’A.S.L. 4 con cui effettuiamo lo scambio di 3 ore alla settimana, ed infine, ma non ultimi, i frequentatori del Servizio che sono particolarmente assidui e ci aiutano concretamente nella gestione di alcuni aspetti della vita quotidiana. Una delle peculiarità fondamentali del Drop-in è di possedere nell’organico degli operatori pari. L’operatore pari è un "mediatore culturale": deve possedere un’esperienza pluriennale di tossicodipendenza, conoscere pertanto la prassi, i codici, i riti e le regole della popolazione td. e avere un buona capacità relazionale nei confronti dei consumatori, allo stesso tempo deve aver raggiunto una stabilità tale, nel suo rapporto con le sostanze da permettergli di mantenere un impegno lavorativo; deve inoltre possedere alcune caratteristiche "umane" indispensabili per poter lavorare nel sociale, come una buona stima di sé, tolleranza alla frustrazione, buona comunicatività, atteggiamento positivo verso persone td. ecc…. L’azione dell’educatore pari è rilevante e particolarmente efficace negli interventi di prevenzione relativi ai comportamenti a rischio. Gli operatori pari, o peer supporters, sono sicuramente privilegiati nell’entrare nello specifico delle pratiche di assunzione delle sostanze e nel veicolare le informazioni indirizzate ai gruppi di consumatori.
Come in altre circostanze i punti di forza sono spesso anche i punti deboli e la multidisciplinarietà e multiappartenenza sono "un pacco fragile da maneggiare con cura". Nella nostra storia il momento più critico ha riproposto al nostro interno la distanza consumatori-Servizi: la non sufficiente comunicazione tra operatori dell’équipe dipendenti dal Ser.T. e operatori pari consulenti, ha provocato vissuti persecutori in un periodo di cambiamenti organizzativi e di grande precarietà per i consulenti (non si sapeva se il progetto veniva rifinanziato). Ciò che ha permesso di superare questo delicato momento è stata la volontà di ripristinare una comunicazione diretta tra le persone, e la creazione di spazi organizzativi da cui i gruppi monoprofessionali non si sentissero esclusi. Questo ha permesso il recupero della fiducia ed una nuova iniezione di motivazione al lavoro. Un secondo momento di difficoltà lo abbiamo vissuto nell' autunno 2000, probabilmente dovuto all’aumento dei passaggi e dei servizi forniti, in un luogo sempre più inadatto, sia come spazio che come possibilità di gestione. Oggi dopo tre anni passati nella nuova sede presso l’Ospedale Amedeo di Savoia possiamo affermare di esserci poste alla spalle entrambe le difficoltà. Strumenti d’integrazione: All’interno dell’équipe l’integrazione avviene a vari livelli ed è agevolata dalle dimensioni contenute dell’équipe (13 persone) ma resa difficoltosa dalla turnazione e dalle diverse sedi in cui i membri dell’équipe svolgono la loro attività professionale. Per garantire l’integrazione sono stati messi a punto vari strumenti: il diario giornaliero, la riunione d’équipe settimanale, la riunione mensile dei consulenti, la supervisione e la formazione. Il diario giornaliero viene utilizzato quotidianamente dalla parte di équipe che fa i turni, dal resto dell’équipe viene letto soltanto se esiste una necessità specifica. Viene compilato dagli operatori presenti in turno e letto da tutti coloro che erano assenti. Ogni pagina è divisa in due parti: informazioni riguardanti gli operatori e l’organizzazione del Servizio, informazioni riguardanti i clienti. Nella prima parte vengono segnate tutte le informazioni di back-office: nome degli operatori in turno, informazioni organizzative riguardanti la gestione dei servizi offerti (es: spesa fatta da… spese £ …; contattato il consulente per il laboratorio di …; il tal…ci ha portato un sacco di vestiti invernali, sono stipati nel posto …; ecc), il contatto con altri Servizi non strettamente legato alla cura dei clienti (es: Il primario del Ser.T. … è venuto a farci visita perché vuole aprire un Drop-in; l’agenzia … ci ha chiesto di scrivere un articolo su …, chi se ne occupa?), ecc. Nella seconda parte vengono segnate tutte le informazioni rilevanti che riguardano i nostri clienti e gli interventi effettuati con e per loro: segnaliamo il passaggio di persone che non vedevamo da tempo e possibilmente le loro condizioni attuali, informazioni su coloro che non stanno frequentando il Servizio (es: X è entrato in comunità, Y è stato arrestato, ecc), novità riguardo i nostri frequentatori abituali, interventi specifici (es: colloqui e accompagnamenti) e breve descrizione degli stessi; informazioni e messaggi da dare a clienti specifici o interventi auspicabili (es: Z sta veramente molto male, sarebbe utile che andasse al Pronto Soccorso, ma…); contatti presi con altri Servizi per inviare un cliente o per concordare e realizzare progetti terapeutici (es: contattato il Ser.T. di T. e fissato l’appuntamento per H). Alla riunione settimanale partecipa l’équipe al completo, per questo motivo è il luogo ufficiale di integrazione dove il passaggio di informazioni può raggiungere tutti gli operatori e dove vengono condivise discusse o comunicate tutte le decisioni riguardanti il Servizio. In questa sede è possibile affrontare direttamente le questioni usufruendo dell’apporto di tutte le professioni presenti all’interno dell’équipe. Viene stilato un verbale che è a disposizione di chi era assente alla riunione. Alla riunione dei consulenti (che ha cadenza indicativamente mensile) partecipano gli operatori che coprono i turni di apertura del Servizio. Viene utilizzata per questioni organizzative (es: fare cambi turno, decidere chi va a un convegno), per confrontarci più estesamente sulle attività quotidiane del Servizio, condividere valutazioni su clienti o situazioni, informare su interventi fatti o chiedere collaborazioni ai colleghi. Questa riunione viene utilizzata come confronto tra coloro che, effettuando i turni di Servizio, lavorano più a stretto contatto, il contenuto delle discussioni e le eventuali decisioni prese vengono riportate nella riunione d’équipe settimanale. La supervisione e la formazione sono fondamentali strumenti d’integrazione. Utili per acquisire nuovi saperi e per riflettere sulle metodologie d’intervento. Riguardano l’area delle competenze e delle mansioni professionali, e sono utili per esplorare finalità, aspetti terapeutici, strumenti e significati degli interventi effettuati. Creare una maggiore condivisione rispetto ai saperi, al senso dell’agire professionale e al metodo d’azione adeguato è il punto di partenza per un’efficace integrazione. Infine possiamo inserire in questo elenco anche un breve tempo privilegiato di scambio tra gli operatori, prima e dopo l’apertura al pubblico. Prima di aprire si legge il diario, ci si aggiorna e si svolgono alcuni compiti pratici di caricamento delle forniture di materiale sterile e dei beni di consumo. Dopo la chiusura ci si scambia impressioni "a caldo" sulle questioni più rilevanti e si compila il diario, compito questo, che già di per sé richiede la collaborazione degli operatori in turno. Gli strumenti di integrazione inter-Servizi sono stati oggetto della nostra attenzione fin dagli albori del progetto e si sono nel tempo ampliati e raffinati. Potremmo individuare due livelli di integrazione: la costruzione di una mappa network del Servizio, finalizzata alla costruzione di canali di collaborazione facilitati e il contatto con altre Agenzie, finalizzato all’intervento sul singolo cliente. Questi due livelli sono strettamente correlati, la costruzione della rete tra Servizi ha tra gli obiettivi quello di agevolare il cliente nel raggiungimento e nella fruizione delle risorse del territorio, ma le strategie utilizzate per mettere in rete i Servizi o per far utilizzare la rete sono diverse.
Il Drop-In pone particolare attenzione a creare occasioni di conoscenza reciproca, scambio e collaborazione con i Servizi maggiormente utilizzati dai clienti: con alcuni di questi è stato realizzato programma che prevede la presenza fisica degli operatori del Drop-in nel Servizio in questione (sala d’attesa di due Ser.T., sala d’attesa di una Somministrazione di Metadone, Unità di Strada), con altri è stata agevolata la collaborazione cambiando gli orari del Servizio, con altri ancora c’è un costante scambio di informazioni sulle iniziative proposte, occasioni di formazione, visita di esterni , ecc. Un particolare cenno merita la nascita e lo sviluppo del " Coordinamento degli operatori e dei Servizi a Bassa Soglia del Piemonte". L’idea del coordinamento è nata dalla constatazione dell’esistenza di problemi comuni e allo stesso tempo di metodi e filosofie di intervento molto simili. Raggruppa una parte consistente dei Servizi a Bassa Soglia del Piemonte pubblici e privati, e ha l’obiettivo di favorire la conoscenza e collaborazione reciproca, la ricerca/formazione e la possibilità di diventare interlocutore competente per gli amministratori della cosa pubblica. Servizi offerti
A cura di Arcieri Luigi, Bosio Fulvio, Bugané Eleonora, Ninni Maria Teresa
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